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    October 31

    FARMACISTI D'ACCORDO CON IL PAPA

    Permalink: http://www.zenit.org/article-12384?l=italian

    Farmacisti italiani d'accordo con il Papa sul diritto all’obiezione di coscienza. Sollecitano un intervento legislativo che regolamenti la questione in via definitiva. - ROMA, mercoledì, 31 ottobre 2007 (ZENIT.org).- L’appello del Papa Benedetto XVI al riconoscimento per i farmacisti del diritto all’obiezione di coscienza, lanciato il 29 ottobre scorso nel discorso alla Federazione internazionale dei farmacisti cattolici, ha scatenato un intenso dibattito.
    L’Associazione delle ditte farmaceutiche (Federfarma) e il Ministro della Salute Livia Turco hanno criticato il Pontefice, mentre l’Ordine nazionale dei farmacisti, l’Unione cattolica dei farmacisti italiani (UCFI) ed il Movimento per la Vita (MpV) hanno ribadito il diritto all’obiezione di coscienza nei confronti di farmaci che potrebbero procurare l’aborto come la cosiddetta pillola del giorno dopo (Norlevo).
    Sulla questione si è pronunciata anche la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) dicendosi pienamente d’accordo con quanto dichiarato dal Papa e auspicando una precisa regolamentazione in merito.
    In un comunicato pubblicato sulla pagina del proprio sito web, la Fofi ha spiegato che la “normativa attuale non prevede l’obiezione di coscienza per i farmacisti, i quali, pertanto, non possono rifiutarsi di dispensare i farmaci richiesti dal cittadino, qualsiasi essi siano”.
    Ma proprio per questo, aggiungono, “i farmacisti italiani ribadiscono la loro adesione all’appello del Pontefice, sollecitando il Governo e il Parlamento a un intervento legislativo che regolamenti la delicata questione in via definitiva”.
    A questo proposito il dottor Piero Uroda, Presidente dell’Unione cattolica dei farmacisti italiani (UCFI), ha spiegato a ZENIT che “la legge a cui si fa riferimento è entrata in vigore nel 1938 quando non venivano venduti farmaci abortivi e l’interruzione volontaria di gravidanza era punita”.
    Il dottor Uroda ha sottolineato che “i farmacisti cattolici hanno praticato l’obiezione di coscienza, lo fanno oggi e lo faranno anche domani, perché chi è cattolico non può partecipare ad una azione che sopprime la vita”.
    Il Presidente dei farmacisti cattolici ha inoltre affermato che “l’aborto è una disgrazia, non è un diritto, e se compiuto volontariamente sopprime una vita”, e per questo motivo, “come farmacisti e come cattolici noi ci rifiutiamo di distribuire una pillola che può provocare un aborto”.
    Secondo il dottor Uroda “è ormai evidente a tutti che l’embrione è l’inizio di una vita umana”. In quella prima cellula, ha spiegato, “ci sono tutti gli elementi che daranno vita ad un bambino o ad una bambina, che noi dobbiamo difendere e non sopprimere”.
    “In questo caso – ha concluso il Presidente dell’UFCI – noi rivendichiamo il diritto all’obiezione”.
    Nel dibattito è intervenuto anche l’on. Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita (MpV), il quale ha precisato che “i farmacisti hanno il diritto a rifiutarsi di commercializzare farmaci abortivi”.
    “Infatti – ha continuato Casini – nessun caso tra i molti in cui si è tentato a colpi di magistratura di imporre ad un farmacista di vendere il Norlevo è mai neppure arrivato in aula”.
    Il Presidente del MpV ha quindi spiegato che “la questione riguarda unicamente la Pillola del giorno dopo, visto che la Ru486 – ammesso che venga mai utilizzata in Italia – avrà un uso esclusivamente ospedaliero e quindi non chiama in causa le comuni Farmacie”.
    Mentre, ha aggiunto, che “il Norlevo possa provocare l’aborto è dimostrato anche dalla sentenza del Tar del Lazio che ha imposto ai produttori di specificare tale possibilità nel foglio illustrativo”.
    Secondo Casini non c’è dubbio che “i farmacisti hanno la facoltà di dichiarare la loro obiezione di coscienza rifiutando la collaborazione ad un possibile aborto. Lo esige una corretta interpretazione della stessa legge 194 sull’interruzione di gravidanza”.
    “Ma anche senza appellarsi alla legge – ha continuato –, appartiene al comune intendere la certezza che costringere qualcuno ad uccidere un essere umano – o anche qualcuno che ritiene ragionevolmente di riconoscere un essere umano in un embrione – è davvero contrario ad ogni senso di umanità”.
    In merito alle opposizioni, il Presidente del MpV ha affermato che “sbaglia il Ministro Turco quando contro i farmacisti invoca la legge dello Stato perché anche l’obiezione è legge, e quindi la norma generale che impone di mettere in vendita i farmaci trova un limite nella eccezione, anch’essa legislativamente prevista, della obiezione”.
    “Tutto è già scritto e codificato – ha concluso Casini – ma forse una legge potrebbe essere opportuna. Non però per aggiungere qualcosa nell’ordinamento giuridico, ma solo per garantire un’interpretazione autentica alla legge esistente che impedisca erronee interpretazioni come quella della Federfarma e del ministro Turco”.
    31/10/2007

    NOTIZIE SU HALLOWEEN

    L'immagine “http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/c/c2/Zucca_di_Halloween.jpg/200px-Zucca_di_Halloween.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

     
    Halloween (corrispondente alla vigilia della festa cristiana di Ognissanti) è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana ora tipicamente americana e canadese. Tuttavia le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta infatti risalire al 4000 a.C. quando le popolazioni tribali usavano dividere l'anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre la terra si prepara all'inverno ed era necessario - allora come adesso - ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween.
    Si celebra il 31 ottobre.

    Celti - In Europa la ricorrenza si diffuse con i Celti: all'incirca nel 2300 a.C. questa popolazione iniziò a spostarsi dalle isole Britanniche fino all'area del Mar Mediterraneo. Questo popolo festeggiava la fine dell'estate con Samhain, il loro capodanno. In gaelico Samhain significa infatti fine dell'estate (Sam, estate, e Fuin). A sera tutti i focolari venivano spenti e riaccesi dal sacro falò curato dai Druidi a Tlachtga, vicino alla reale collina di Tara.Nella dimensione circolare del tempo, caratteristica della cultura celta, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale, che non apparteneva né all'anno vecchio e neppure al nuovo: in quel momento il velo che divideva dalla terra dei morti (Tir na n'Og) si assottigliava ed i vivi potevano accedervi. I celti non temevano i propri morti e lasciavano per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi. Da qui l’usanza del trick-or-treating. Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano nei demoni quanto piuttosto nelle fate e negli elfi, entrambe creature considerate però pericolose: le prime per un supposto risentimento verso gli esseri umani; i secondi per le estreme differenze che intercorrevano appunto rispetto all'uomo. Secondo la leggenda, nella notte di Samhain questi esseri erano soliti fare scherzi anche pericolosi agli uomini e questo ha portato alla nascita e al perpetuarsi di molte altre storie terrificanti. Si ricollega forse a questo la tradizione odierna e più recente per cui i bambini, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alla porta urlando con tono minaccioso: "Dolcetto o scherzetto?" ("Trick or treat" nella versione inglese). Per allontanare la sfortuna, inoltre, è necessario bussare a 13 porte diverse.

    Romani - Con il dominio romano fu esportata in Britannia la festa di Pomona: una festa del raccolto che venne associata a Samhain.
     
    Il Cristianesimo e la festa di Ognissanti - Il cristianesimo, come già la dominazione romana, tentò di incorporare le vecchie festività pagane dando loro una connotazione compatibile con il suo messaggio. Papa Bonifacio IV istituì la festa di tutti i santi: nella festa, istituita il 13 maggio 610 e celebrata ogni anno in quello stesso giorno, venivano onorati i cristiani uccisi in nome della fede. Per oltre due secoli le due festività procedettero affiancate, sino a che papa Gregorio III (731-741) ne fece coincidere le date. Secondo altre fonti, fu invece Sant'Odilone di Cluny che nel 1048 decise di spostare la celebrazione cattolica all'inizio di novembre al fine di detronizzare il culto di Samhain. Quell'anno l'Ognissanti fu spostata dal 13 maggio al 1 novembre per dare ai cristiani l'opportunità di ricordare tutti i santi e, il giorno dopo, tutti i cristiani defunti (Commemorazione dei Defunti). Per questo nei paesi di lingua inglese la festa divenne Hallowmas, che significa: una messa in onore dei santi; la vigilia divenne All Hallows Eve, che si trasformò nel nome attuale: Halloween.
    Le popolazioni celtiche cominciarono a non fare più differenza tra le due e, già nel XVI secolo, si era quasi del tutto persa la memoria della vecchia tradizione. Si ebbe, inoltre, una recrudescenza di proibizionismo dal 1630 al 1640, quando la chiesa cattolica fece in modo di far sopprimere ogni festa di tipo pagano legata a questa ricorrenza.
    Alcuni storici ritengono, inoltre, che il ruolo femminile nella società celtica fosse paritario all'uomo e che nella festa di Samhain le donne fossero protagoniste. Secondo loro la concezione della donna come sottomessa all'uomo sarebbe stata introdotta dal cristianesimo o, quantomeno, questo l'avrebbe fortemente incentivata. La connotazione femminile dell'antica festa celtica potrebbe essere stato un ulteriore incentivo a voler cancellare il significato originario della festa di Samhain. Ipotesi del genere nascono comunque dal pregiudizio diffuso sulla responsabilità del cristianesimo in tutto ciò che ha degradato l'umanità. La realtà storica è che la donna era sottomessa all'uomo in quasi tutte le culture antiche, specialmente in quella greca e romana.
     
    America - Molti pensano che furono gli irlandesi a inventare le celebrazioni di Halloween in America; in realtà questa ricorrenza è legata al passato della maggior parte dei popoli europei, ognuno con le proprie tradizioni. È in America che tutte queste tradizioni confluirono fino a portare alle moderne celebrazioni.
    Inizialmente era una festa regionale, le cui caratteristiche erano legate alle culture degli immigrati ed alla fede religiosa personale.
    In epoca vittoriana furono gli strati più elevati della società ad impadronirsi della festa: era di moda, in America, organizzare feste, soprattutto a scopo benefico, la notte del 31 ottobre. Era necessario eliminare i collegamenti con la morte ed amplificare i giochi e la parte scherzosa della festa.
    Già nel 1910 le fabbriche americane producevano tutta una serie di prodotti legati unicamente a questa festa. Prende in questo periodo la connotazione di “notte degli scherzi” o “notte del diavolo”, durante la quale ci si abbandonava all'anarchia ed erano ricorrenti gli atti di vandalismo, fino al punto da ritenere opportuno l’annullamento della festività.
    Con la seconda guerra mondiale si fece leva sul patriottismo americano e la festa servì a tenere alto il morale delle truppe ed il vandalismo degli scherzi di peggiore specie venne eliminato.
    Terminato il conflitto mondiale i bambini si impossessarono della festa, anche grazie alle aziende, che dedicarono a loro tutta una serie di costumi, dolci e gadget trasformando la festa in un affare commerciale. Alimentarono l'affare con storie di lamette nei dolci e avvelenamenti di caramelle fatte in casa, inducendo gli americani a volgersi verso dolci preconfezionati.
     
    Jack-o'-lantern - È usanza ad Halloween intagliare zucche con volti minacciosi e porvi una candela accesa all'interno.
    Questa usanza nasce dall’idea che i defunti vaghino per la terra con dei fuochi in mano e cerchino di portare via con sé i vivi (in realtà questi fuochi sono i fuochi fatui, causati dalla materia in decomposizione sulle sponde delle paludi); è bene quindi che i vivi si muniscano di una faccia orripilante con un lume dentro per ingannare i morti.Questa usanza fa riferimento anche alle streghe che nei tempi più remoti venivano bruciate sui roghi o impiccate,infatti oggi si pensa che queste vaghino nell'oscurità della notte per rivendicare la loro morte(conciate in maniera orrenda o meno)e ne approfittano per usare il loro potere ad Halloween dove quest'ultimo aumenta in misura maggiore rispetto alla loro "normale" paranormalità. L'usanza è tipicamente americana, ma probabilmente deriva da tradizioni importate da immigrati europei: l'uso di zucche o, più spesso in Europa,di fantocci rappresentanti streghe,di rape vuote illuminate, è documentato anche in alcune località del Piemonte, della Campania, del Friuli (dove si chiamano Crepis o Musons), dell'Emilia-Romagna, dell'alto Lazio e della Toscana (dove la zucca svuotata era nota nella cultura contadina con il nome di zozzo).
     

    October 30

    A FIRENZE IN TANTI PER IL CONVEGNO SULLA SPINA BIFIDA

    IN TANTI ALLE DUE GIORNATE PROMOSSE DA GASBI E ATISB A FIRENZE.
    UN’AMPIA CONDIVISIONE DI INFORMAZIONI E DI ESPERIENZE


    Spina Bifida, relazioni rafforzate


    Un weekend congressuale per parlare delle prospettive di chi è affetto da Spina Bifida. Si è tenuto il 13 e 14 ottobre a Firenze l’appuntamento annuale organizzato da GASBI (Genitori Associati Spina Bifida Italia) assieme ad ATISB (Associazione Toscana Idrocefalo e Spina Bifida). È stato un momento di incontro e di confronto fra le famiglie e con gli “addetti ai lavori”, innanzitutto con l’obiettivo di informare in maniera qualificata, ma anche per consentire l’avvio e il consolidamento di un vero e proprio tessuto di relazioni interpersonali all’interno del “movimento” spina bifida. Il tema del congresso 2007, che si è svolto presso il Centro Congressi Fondazione “Spazio Reale”, è stato “Scuola, lavoro e tempo libero. Le prospettive di oggi e di domani”.
    La due giorni è iniziata il sabato mattina con prove sportive aperte a tutti i bambini e ragazzi. È stato così possibile per tanti, grazie alla competenza degli istruttori e di atleti disabili presenti, prendere confidenza con discipline come il tennis, la scherma e il basket. Nel pomeriggio è stata la scuola ad essere al centro degli interventi dei relatori. Tra questi anche il vicepresidente di FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap), Salvatore Nocera, che ha illustrato lo scenario legislativo vigente sull’integrazione scolastica delle persone con disabilità.
    Insegnanti di sostegno, formatori, animatori (tra questi Claudio Imprudente), hanno raccontato le proprie esperienze e le migliori pratiche attivate in Italia.
    La giornata di domenica è stata invece dedicata ad approfondire il tema del lavoro. Tra i relatori la dott.ssa Francesca Giolli e Giampiero Griffo, membro del Consiglio di DPI (Disabled People International), che ha informato sullo stato della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. “La Convenzione delle Nazioni Unite – ci ha spiegato – è stata approvata nel dicembre scorso, con la firma di 117 Paesi. La ratifica è ora in corso. Si tratta di un documento molto importante perché cambia il quadro concettuale con cui viene affrontata la situazione delle persone con disabilità. Cioè si passa dal modello medico individuale alla visione più complessa dei diritti umani della persona disabile.
    Si sostiene quindi che è la società che deve farsi carico del disabile con apposite politiche e servizi. È un’importante forma di tutela che vieta che gli Stati discrimino le persone disabili. Finora sono stati sette i Paesi a ratificare la Convenzione. Entrerà pienamente in vigore quando saranno in 20 ad averla firmata. L’Italia la recepirà presto, entro il prossimo anno, nella propria legislazione nazionale”.
    Domenica si è parlato anche, con Anna Maria Navone, degli aspetti connessi al lavoro riguardo le disabilità complesse. Si è fatto il punto poi sulle buone pratiche nell’inserimento lavorativo dei disabili.
    “Sono state circa 250 le persone che si sono iscritte al convegno – spiega Maria Cristina Dieci, presidente di GASBI -. Le famiglie intervenute, in particolare, sono state soddisfatte delle informazioni apprese. Continueremo in futuro a unire gli sforzi con ATISB e le altre associazioni per organizzare convegni di alto livello e di grande utilità”.

    Web M@gazine Quindicinale di ASTRA TECH SpA - 19 ottobre 2007 - numero 38

    October 29

    SONO ANCORA DI PIU' INDIGNATO

    da http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=75239
    Calcio, due turni di squalifica a Zalayeta

    Due turni di squalifica per Zalayeta grazie alla prova Tv e altri nove giocatori squalificati. Il Giudice sportivo Gianpaolo Tosel, in merito alle gare di serie A disputate tra sabato e ieri, ha squalificato per due giornate il calciatore del Napoli dopo aver fatto ricorso alla prova tv a seguito dell'episodio della caduta in area con Buffon in uscita che ha provocato il secondo rigore per il Napoli e la successiva rete del 3-1 per i partenopei nel match contro i bianconeri.
    Il Giudice, inoltre, si è riservato la decisione in merito a Parma-Livorno e al comportamento dei calciatori Bogdani, Couto e Morfeo.
    Altri nove i giocatori squalificati. Tra i calciatori espulsi, tre giornate di stop per De Vezzi (Livorno), una per Ambrosini; tra i non espulsi una giornata a Carrozzieri (Atalanta), Chiellini, Legrottaglie, Nocerino (Juventus), Reginaldo (Parma), Lanzaro (Reggina), Pasquale (Livorno). Tosel ha poi inflitto ammende a Napoli (25.000 euro con diffida), Roma (10.000 euro), Milan (8.000 euro), Genoa (6.000 euro), Lazio (2.500 euro), Catania (1.500 euro), Udinese (1.000 euro).

    "Palese simulazione" Il giudice sportivo dopo aver esaminato le immagini televisive ha considerato la "palese simulazione" dell'attaccante del Napoli volta a "trarre in inganno il direttore di gara". "E' di tutta evidenza - si legge nel dispositivo - che la caduta dello Zalayeta non sia stata determinata dall'azione di alcun calciatore avversario, nè da parte di Le Grottaglie, affiancatosi allo Zalayeta senza incidere in alcun modo sul suo procedere, nè tanto meno da parte del Buffon, 'sorvolato' dall'avversario senza alcun contatto fisico".
    "E' parimenti evidente - prosegue il giudice Gianpaolo Tosel - che l'erronea assegnazione del calcio di rigore sia scaturita dalla condotta dello Zalayeta che, disinteressandosi della diversa direzione impressa al pallone, proseguiva senza alcuna esitazione o deviazione, effettuando, con gesto innaturale, una plateale 'caduta in avanti', compatibile soltanto con l'intento di trarre in inganno il direttore di gara".

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    Che dire dopo queste notizie fresche...sono di più indignato Arrabbiato l'intera difesa squalificata per un turno, due turni (sacrosanti) all'ex-Zalayeta, ma niente e dico niente all'autore del bellissimo tuffo, da medaglia d'oro alle Olimpiadi, di Lavezzi. Ora io dico.., danno 2 turni a Zalayeta e niente all'autore dell'episodio più incredibile della gara??? Ho ancora negli occhi i commenti e lo scherno delle tante persone che vedevano con me la partita in un locale, nel momento del tuffo di Lavezzi; erano costernati nel dover vedere una cosa simile: dare un calcio di rigore simile per un tuffo cosi plateale che si vede nitidamente senza bisogno di replay, insomma in diretta!!! E poi decidono di dare 2 turni di squalifica a Zalayeta che si ci ha provato, ma secondo me non cosi sporcamente come l'ha fatta Lavezzi che prima ha saltato in alto per farsi prendere da qualcuno che aveva davanti!!! Manco fosse da un trampolino!!!!
    Insomma non ci sto!!!! E dire che ora avevano anche le immagini....che tutti hanno visto....

    INGIUSTIZIA E' FATTA!
    E STAVOLTA TOTALE!!!!

    LA CHIESA SFRATTA I POVERI

    Ciao a tutti i visitatoriSorriso
    Oggi inizio una nuova settimana nel Blog inserendo un articolo che ho trovato nel sito web de La Stampa di Torino. Parla della Chiesa. Ma non la Chiesa che amo, anzi adoro, La Chiesa fondata da Gesù Cristo. E' la chiesa, notate il minuscolo, popolata da uomini, che specula, che è a contatto col malafare, col sistema capitalistico massonico. Mi ritengo Cristiano, sono Cattolico convinto, non sono un anti-clericale, un mangia preti. Amo la Chiesa vicina alle parole del Vangelo, della Bibbia, amo la Chiesa dei martiri, amo la Chiesa dei tanti sacerdoti onesti e per bene, amo la Chiesa formata da tantissimi laici che aiutano le innumerevoli persone bisognose, amo la Chiesa dei missionari sparsi in tutto il mondo che vive con la gente, e che con le loro azioni rendono vive ed attuali, ogni istante, le parole di Gesù nel Vangelo. Odio invece quella parte di Chiesa che si occupa del malaffare, della Finanza, degli inciuci sulla pedofilia all'interno della Chiesa stessa. Quello che riporto qua sotto è un'esempio di quello che odio della chiesa, sottolineo ancora una volta il "minuscolo"....
    Concludo dandovi un caro e sincero saluto e ringraziandovi per la vostra cordiale visita,

    BUONA PERMANENZASorriso da RaiSorriso

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    da http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200710articoli/27111girata.asp
    La Chiesa sfratta:"Danno i palazzi solo ai ricchi". Un comitato di inquilini si appella a Bagnasco: «Perchè privilegiate i mercanti del tempio?»
    ROMA - Un tempo, erano case per poveri, per preti e per suore dedite ad opere di bene ed al servizio della Chiesa. Poi, complice il boom del mattone, il virus della speculazione è penetrato anche dentro corpi che ne dovrebbero essere immuni. Si tratta dei circa 2000 enti ecclesiastici che, nel centro di Roma, posseggono un quarto dell'intero patrimonio immobiliare cittadino. Un orizzonte entro il quale il Vaticano, con lo Ior e l'Apsa, non è certamente in primo piano. La maggioranza degli enti ecclesiastici infatti è riconducibile a confraternite, nelle quali la presenza della Chiesa è quasi sempre limitata ad una generica «assistenza spirituale» da parte di un sacerdote, e ad istituti religiosi. Enti ecclesiastici ai quali, spesso, i beni sono stati donati con il vincolo dell'uso caritatevole: un fine che, con il trascorrere del tempo, la Chiesa non riesce più a verificare. Un ruolo di cui nell'attuale situazione sociale, farebbe bene invece a riappropriarsi per almeno due buoni motivi. Il qualificativo «ecclesiastico» comporta la riduzione del 50% dell'imposta sul reddito fondiario derivante dall'affitto di immobili, e la massimizzazione dei profitti a Roma, si tradurrà in una raffica di sfratti esecutivi, a partire dal prossimo 31 ottobre.
    I più colpiti sono gli inquilini più poveri. A Monsignor Bagnasco, che «come presidente della Cei esercita un controllo diretto sugli enti ecclesiastici ed ha sicuro ascolto ai vertici del Vaticano», il comitato degli inquilini Lotta per la casa del centro storico chiede un intervento o almeno una risposta a questa domanda: «Dietro questa frenesia speculativa ci sono persone più bisognose a cui dare le nostre case, oppure i mercanti sono di nuovo nel tempio?». Una domanda impegnativa, meritevole di risposta, visto che nella sola Roma gli enti ecclesiastici nel loro insieme costituiscono un player determinante per qualsiasi politica abitativa, oltre che per l'evoluzione del mercato stesso. Una risposta dovuta e coerente con l'invito che il leader dei vescovi ha indirizzato ai cattolici del nostro Paese esortandoli ad uno «slancio collettivo per risolvere l'emergenza abitativa». Nel 2006 a Roma sono stati emessi 5.869 sfratti, di cui 3.528 per morosità. Vale a dire uno sfratto ogni 60 abitazioni in affitto, una crescita annua del 10%. Nel resto d'Italia le cose non sono diverse 3.072 a Napoli, 2.510 a Milano, 1.885 a Torino.
    Finora, le autorità politiche sono ricorse a decreti blocca sfratti, talmente reiterati da provocare un richiamo dall'Unione Europea. Il 15 ottobre è scaduta l'ultima sospensione delle esecuzioni e la situazione è diventata esplosiva. Solo nella capitale sono duemila le famiglie a rischio immediato, quattromila in tutta Italia. Per legge l'esecuzione degli sfratti è stata sospesa fino al 14 ottobre 2007 nei capoluoghi di provincia. A beneficiarne sono stati i nuclei familiari non morosi, con un reddito annuo non superiore a 27 mila euro ed in cui siano presenti figli a carico, o "over 65", o malati terminali, o disabili oltre il 66%. Il blocco degli sfratti ha una durata diversa secondo il proprietario dell'appartamento: per tutti vale la data del 14 ottobre 2007, ma se si vive in una casa pubblica o di proprietà di casse professionali e previdenziali, compagnie di assicurazione o istituti bancari, allora la sospensione dura sino ad agosto 2008.
    In realtà, il decreto legge iniziale, il 261 del 2006, fa rientrare tra i grandi proprietari anche i «soggetti fisici o giuridici detentori di oltre 100 unità immobiliari ad uso abitativo». In pratica, a Roma, tutti i «palazzinari», il Vaticano e gli enti ecclesiastici. Arrivato in aula, il decreto non è stato convertito, con la maggioranza sconfitta con 147 voti contro 151, per una questione pregiudiziale di costituzionalità posta dall'opposizione. Nella legge poi approvata è scomparsa ogni limitazione riferibile agli enti ecclesiastici. L'ennesimo decreto blocca sfratti redatto dall'ultimo Consiglio dei ministri è solo un disegno di legge che non verrà approvato prima di marzo. Quindi adesso sono proprio gli inquilini di questi enti, i più esposti al rischio sfratto di questi giorni.
    Tra i colpiti, spiega il consigliere comunale Mario Staderini, ci sono persino dipendenti in pensione, figli e vedove di cittadini vaticani: «Nello Stato del Papa, la cittadinanza non segue il diritto di famiglia, lo "jus coniugii" e lo "jus filii", ma è concessa a discrezione del pontefice». «Dal 1990 ad oggi, mentre scomparivano gli investimenti pubblici in edilizia popolare, lo Stato ha dato alla Cei, tramite l’8 per mille, 1272 milioni di euro da destinare alla costruzione di nuove chiese - aggiunge l'esponente radicale -. Serve un censimento immobiliare. Tutti i partiti, anche a sinistra, appaiono su questo distratti. Accade lo stesso quando si tratta di votare l’eliminazione di ingiuste agevolazioni fiscali, come quella sull’Ici o l’esclusione del Vaticano dal decreto blocca-sfratti».
    Scrivono, nella loro lettera a monsignor Bagnasco, gli aderenti al comitato degli inquilini Lotta per la casa del centro storico: «Le chiediamo una speranza nell'incubo di finire in mezzo alla strada, espulsi dai contesti sociali in cui abbiamo vissuto per decenni. Al di là delle questioni legali, ci chiediamo il perché di questo calvario. Siamo stati dei bravi inquilini: abbiamo sempre pagato l'affitto e avuto cura dell'appartamento, nessuno sfratto è per morosità bensì per finita locazione. Se, come spesso accadeva, non avevamo bagno né riscaldamento, i lavori erano a nostre spese. Eppure veniamo sbattuti fuori».
    GIACOMO GALEAZZI, FILIPPO DI GIACOMO
    October 28

    Non aggiungo altro, sono a dir poco indignato

    http://blog.libero.it/juventus/

    SCANDALO AL SAN PAOLO

    L'ARBITRO SI INVENTA DUE RIGORI:

    LA JUVENTUS RAPINATA A NAPOLI! 

    Seconda sconfitta stagionale per i bianconeri (3-1), affossati ancora una volta dagli arbitri di Collina (coinvolto in calciopoli e promosso designatore). Dopo Farina è il turno di Bergonzi, che regala letteralmente la vittoria ai partenopei (un solo tiro in porta in 90 minuti). Signora avanti con Del Piero e raggiunta da Gargano. Poi il direttore di gara impazzisce e fischia due ridicoli penalty a favore degli azzurri: Chiellini interviene nettamente sul pallone e Buffon non sfiora neppure Zalayeta. Due allucinazioni. Una scientifica macchinazione.  Esplode l'ira di Cobolli Gigli: "Non voglio fare la figura del coglione, i rigori erano inesistenti. Noi bersagliati dagli arbitri, il Palazzo se n'è accorto?". De laurentiis si scusa. E l'Inter se la ride...



    1) Il piede di Chiellini interviene netto sulla palla senza toccare il cascatore Lavezzi
    2) Zalayeta salta a mezzo metro da Buffon: nessun contatto e 2° rigore inventato

    SCANDALO A NAPOLI - La Stampa - E’ una partita che se la Juve avesse vinto per 3-1 nella maniera in cui l’ha vinta il Napoli, con due rigori più taroccati dei Rolex di Forcella, si griderebbe allo scandalo e al ritorno del moggismo: invece abbiamo ascoltato la curva partenopea, mai sazia, salutare i bianconeri con il canto «Sapete solo rubare» che risuonava in un passato assai diverso. E’ la forza dei cliché. Insuperabile. Più granitica dell’evidenza. Con la seconda sconfitta in campionato, dopo quella contro l’Udinese, la Juve ha interrotto la corsa all’inseguimento del’Inter, corsa forse disperata, ma si può capire la rabbia di chi si è visto fermare in questo modo. Già a Cagliari c’erano stati due rigori contro i bianconeri, ma allora non nutrimmo alcun dubbio sulla correttezza della scelta. Questa volta invece Bergonzi ha preso lucciole per lanterne, lui che viene dalla città che fa della Lanterna il simbolo: non vorremmo che, nel rovesciamento dei rapporti di forza seguiti a Calciopoli, certi arbitri giovani prendessero come un punto d’onore e di indipendenza picchiare duro contro chi rappresentò un potere. Chi ha pagato, ha pagato: e basta. L’intervento di Chiellini su Lavezzi che ha determinato il 2-1 è sembrato sulla palla persino a chi, come noi, vedeva i giocatori come omini del Subbuteo in questo stadio disgraziato per il calcio. Quanto all’altro penalty, con Zalayeta contrastato da Buffon, il tuffo dell’uruguagio è stato impagabile. Queste le impressioni, senza aiuto della moviola. E’ sgradevole commentare una partita dando tanto spazio alle decisioni arbitrali. Tuttavia non si può prescindere perché sono state decisive. Fino al 17’ della ripresa l’equilibrio era stato perfetto. Si erano incontrati in agosto, Napoli e Juve, lasciando l’impressione di cantieri aperti e, soprattutto i partenopei, di materiale grezzo e un po’ dozzinale. Pochi mesi hanno creato una nuova consistenza. Il Napoli gioca un calcio credibile per la serie A, tonificato da imprese come segnare 4 gol alla Roma. Probabilmente è una squadra più a suo agio in trasferta. I sessantamila del San Paolo (salvo nel secondo tempo, con il match in discesa e la Juve piegata nell’animo) sono una spinta ma talvolta un freno, in particolare per chi ha piedi grevi che non solleticano la fantasia degli orfani di Careca e Maradona. Tutti aspettano le giocate di Lavezzi, anche gli avversari, e la discreta pressione del Napoli a centrocampo ha prodotto nell’intero 1º tempo un colpo di testa debole di Domizzi su angolo e al 41’ la fuga di Lavezzi fermato per un fuorigioco «di centimetri». Per il resto la difesa bianconera ha mandato fuori tempo l’attacco del Napoli, col panterone Zalayeta confuso in zona gol e Lavezzi sotto controllo rigido.  La Juve non ha avuto momenti sublimi, pur impegnando Iezzo con i tiri di Trezeguet e Almiron. E’ una grande che gioca da provinciale, si illumina se la palla finisce tra piedi nobili come nell’azione del gol in apertura del secondo tempo: triangolo tra Palladino e Trezeguet, ripresa di Del Piero in rete sul tocco sporco del suo giovane compagno che è stato l’elemento più positivo, non ancorato al ruolo di vice di Nedved sulla fascia sinistra e invece mobile lungo tutto l’attacco. Il resto era lavoro solido, poco sospinto sulle fasce ma attento in copertura, con la difesa prima a quattro e poi a tre. Bisognerà che Ranieri, squalificato a Napoli, inventi più movimento perché il centrocampo costruisca di meglio: con quella staticità delle punte e delle ali, persino Pirlo faticherebbe a creare, figuratevi Almiron. La rete delpieriana schiudeva un match più avventuroso e sgargiante. La Juve aveva la colpa di subire subito il pareggio dell’uruguayano Gargano, che attraversava indisturbato l’area da destra a sinistra per liberarsi davanti a Buffon. L’altra colpa, pure grave, la commetteva al 7’ Del Piero tirando da 10 metri altissimo e fortissimo invece di appoggiare in rete la palla rimbalzata contro la traversa su un colpo di testa di Trezeguet. Il nuovo vantaggio avrebbe messo la partita su binari juventini così invece c’era modo perché Bergonzi la facesse deragliare.

    October 27

    Birmania - Le foto della vergogna

     
    26/10/2007 11:56
    MYANMAR
    LE FOTO ORRIBILI DELLA VERGOGNA
    “Carissimi, le parole vengono meno. Queste foto di un monaco assassinato sono state prese in segreto in un obitorio. Pensate quanti molti altri hanno subito lo stesso destino. Vi prego, diffondete queste fotografie a più gente possibile, perché il mondo sappia che c’è bisogno di molto più che a semplice condanna di questi bastardi [della giunta]”.
    Con queste parole di dolore e d’ira, attraverso esuli birmani, ci sono giunte le due foto che abbiamo deciso di pubblicare con un avvertimento: sono foto molto crude e violente, forse non adatte a tutti i lettori.
     
    Ma esse sono le foto della vergogna:
    1)      Vergogna della giunta, che proprio oggi diffonde alle telecamere di tutto il mondo il suo goffo tentativo di “riconciliarsi” con i monaci buddisti, costringendoli ad accettare doni. Ma siccome le autorità dei monasteri hanno proibito ai loro bonzi di farlo, i militari hanno inscenato una farsa, con falsi monaci, per una falsa riconciliazione. La giunta cerca di far “comprendere” alle autorità buddiste la “necessità” della repressione. Ma queste foto accusano ogni buona intenzione ed esigono domanda di perdono e un cambiamento radicale nel Paese. Secondo fonti diplomatiche, questa nuova repressione del governo militare del Myanmar – che si definisce socialista e laico, ma cerca l’appoggio dei monaci per continuare il suo dominio – è costata a vita a centinaia di persone e l’arresto di oltre 6 mila.
    2)      Vergogna per noi, che al di là di qualche sussulto di scandalo verso le violenze dei militari, abbiamo pensato che in fondo si tratta solo della soppressione di alcune manifestazioni, quando invece si tratta di un sistema che uccide, ammazza, schiavizza una popolazione di quasi 50 milioni di persone.
    3)      Vergogna per l’Onu e la comunità internazionale, che non trova strumenti efficaci per garantire la democrazia a un popolo che l’ha scelta da tempo. Il problema è che si tratta con la giunta solo con il minuetto diplomatico, mentre occorre dare voce alla società civile mondiale per affrontare quella che è un’emergenza umanitaria. Occorre che la Croce Rossa internazionale possa andare in Myanmar a visitare le prigioni; che l’Ufficio Onu del lavoro visiti gli schiavi dei lavori forzati; che le Ong possano svolgere un lavoro a favore della popolazione impoverita dal dominio e dal commercio della giunta con Cina, India e Thailandia.
     
    Papa Benedetto XVI ha chiesto a tutto il mondo di pregare per il popolo del Myanmar e per la “dolorosa prova” che sta attraversando, molto simile al martirio dei Santi Innocenti che, senza conoscerlo, hanno testimoniato per Cristo con il sangue, spazzati dalla furia del potere bestiale.
     
    ATTENZIONE: LE FOTO SONO MOLTO CRUDE E FORSE NON ADATTE A TUTTO IL PUBBLICO.
     
     
     
     
     
    ---
     
    Quando ho deciso di inserire questo articolo, copiato da asianews.it, volevo inserire  direttamente le foto nell'album e inserire un mio commento, ma non appena ho visto le foto, sono rimasto... scioccato...senza parole...malgrado sapessi cosa stava veramente succedendo in quella parte dimentica, per colpa dell'informazione globale, da tutti...
    Che dire, che aggiungere... se non un volantino di una petizione che ho copiato dal sito del mio Amico Stefano, per visualizzarla nella sua originarietà eccovi il link http://www.stefanof.net/birmanialibera.php 
    ps. per favore firmate anche voi la petizione, non lasciamo soli questa povera gente, in mano a dei criminali aguzzini
     
    BIRMANIA LIBERA!!!!

    Gli avvenimenti che stanno flagellando il Myanmar (ex Birmania) sono un atto di crudeltà verso i diritti e la dignità umana. Non si può negare autonomia e libertà di pensiero, così come non si può negare la libertà di scegliere il proprio governo in modo democratico, non imposto con la ragione delle armi!!

    Il web, nato e cresciuto libero, è stato messo sotto controllo allo scopo di potenziare il controllo militare e sociale. Ma il web non può essere controllato, e molti giornalisti birmani, ormai clandestini, lottano duramente per far trapelare ogni informazione, in modo da sensibilizzare e far aprire gli occhi al resto del mondo.

    E' nostro preciso dovere diffondere il più possibile ogni informazione, le testimonianze fotografiche e video, per sensibilizzare ogni nazione della Terra, ma soprattutto i governi che possono fare la differenza con il loro intervento.

    Firma e fai firmare!!!
    http://www2.free-burma.org

    Informazioni e aggiornamenti in rete:

    www.amnesty.it

    www.peacereporter.net

    www.freeburma.org

    www.uscampaignforburma.org

    www.burmacampaign.org.uk
    October 26

    Ballando al buio in silenzio....in silenzio.....

    Ciao a tutti i visitatori!!!

    L'immagine “http://www.webbificio.com/grafica/..%5Cpublic%5Cgif%5CWF000062.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

    Grazie ancora a tutti per il traguardo che, per merito vostro,
    sono riuscito a ottenere ieriAnimoticon
    Vi informo che da oggi in questo sito, ci sarà un nuovo servizio per tutti voiSorriso:
    Siete legati ad una canzone in particolare?
    Sotto la doccia cantate sempre lo stesso motivetto?

    C'è una canzone che ultimamente vi piace tanto?

    Dovete farmi il favore di farmelo sapere!!!!!!

    L'immagine “http://www.aliworld.it/gifanimate/persone5.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

    Lasciandomi un messaggio o un commento in questo mio spazio,
    poi naturalmente il sottoscritto cercherà di far del suo meglioAnimoticon
    per organizzare un mini karaoke direttamente in questo spazio!!!

    L'immagine “http://www.webbificio.com/grafica/..%5Cpublic%5Cgif%5CWF000127.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

    Fattemi sapere se l'idea è di vostro gradimento!!!!

    Ringrazio l'amica Anna che involontariamente mi ha fatto venir in mente questa cosa,
    anche grazie alle sue mail karaoke...Animoticon graditissime!!!!
    Come prima canzone ho scelto " Ballando al Buio degli Stadio"
    La voglio dedicare a tutti voi...Sorriso
    Ciao e buon proseguimento di giornata


    BALLANDO AL BUIO - STADIO

     

    L'immagine “http://www.aliworld.it/gifanimate/amore1.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

    Pensi all’amore, pensando a me,

    ti batte il cuore, dimmi perché!

    Le paure che hai,

    i sogni, incerti,

    non confonderti mai,

    saran tuoi sempre!

    L'immagine “http://www.aliworld.it/gifanimate/amore2.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

    Senti l’amore, stringiti a me,

    ti batte il cuore, dimmi perché!

    Questo tempo, per noi,

    è poco, e prezioso,

    passerà, prima o poi,

    e non tornerà…

    L'immagine “http://www.aliworld.it/gifanimate/amore41.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

    Se ti stringo un po’ di più,

    ballando al buio, in silenzio,

    il tempo, il tempo sorriderà,

    ballando al buio in silenzio, in silenzio…

    L'immagine “http://www.aliworld.it/gifanimate/amore11.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

    Ti bacio piano, piccola mia,

    bacio il respiro che porta via…

    le paure che hai,

    i sogni, incerti,

    non li scorderò mai,

    saran per sempre…

    L'immagine “http://www.aliworld.it/gifanimate/amore26.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

    Se ti stringo un po’ di più,

    ballando al buio, in silenzio,

    il tempo, il tempo sorriderà,

    ballando al buio in silenzio, in silenzio…

    L'immagine “http://www.aliworld.it/gifanimate/amore86.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

    … in silenzio, in silenzio…

    L'immagine “http://www.aliworld.it/gifanimate/amore46.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

    … in silenzio, in silenzio…

    L'immagine “http://www.aliworld.it/gifanimate/amore38.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

    … in silenzio, in silenzio…

    L'immagine “http://www.aliworld.it/gifanimate/amore40.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

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    le gif in questa pagina le potete trovare cliccando nei seguenti link
    www.aliworld.it/amoregif.htm
    www.webbificio.com/

    Questa canzone la potete ascoltare cliccando il link sottostante

          

    October 25

    2000 PAGINE VISITATE



    2.000 PAGINE VISITATE!!!!


    ...Oh My GoD...


    Image Hosted by ImageShack.us


    QUASI QUASI
    OFFRO DA BERE A TUTTI!!!!

    SONO DAVVERO
    IMBARAZZATO...
    CHE DIRE...
    GRAZIE A TUTTI!!!
    V.V.T.B.

    Le mani nella marmellata

    EDITORIA / DOPO LE POLEMICHE,

    ANZI.. LA SCOPERTA DELLA TRUFFA

    AI NOSTRI DANNI!!!!

    UNA FACCENDA DA CONTROLLARE

    MINUTO PER MINUTO

    PER NON FARCI I...LAREAnimoticon

    IN PIU' CONTROLLIAMO MINUTO PER MINUTO

    SU UNA FACCENDA A NOI CARA...

    L'arzillo vecchietto Levi non molla. Ha infatti modificato l'articolo 7 della Levi-Prodi con un comma aggiuntivo invece di cancellare l'articolo. Ecco il comma:
    "Sono esclusi dall'obbligo di iscrizione al Roc i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un'organizzazione imprenditoriale del lavoro".
    Cosa si intende per organizzazione imprenditoriale del lavoro? Chi propone pubblicità dal suo sito, come ad esempio Google AdSense, ricade in questo caso? Chi vende un prodotto on line è un imprenditore del lavoro?
    Levi cancella questo c...o di articolo 7 e non se ne parli più. Basta con le prese per il culo.
    Il mondo ride di noi. Il Times in un articolo dal titolo: "Assalto geriatrico ai bloggers italiani" ci definisce come: "una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati".
    No all'articolo 7, libertà per la Rete. Non molliamo!
    dal blog di Beppe Grillo

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    Levi corregge il ddl: 'Nessuna registrazione per i blog'

    Presentato in commissione cultura alla Camera un emendamento che esclude qualsiasi volonta' di 'registrare' e controllare i siti che non fanno informazione su base imprenditoriale

    Ricardo Franco Levi Roma, 24 ottobre 2007 - Il sottosegretario con delega all' editoria, Ricardo Levi, avvia l'esame del ddl di riforma del settore con un'audizione davanti alla commissione Cultura della Camera, e mette fine alle polemiche di questi giorni sul controllo del governo sui 'blog', depositando il testo di quello che diventera' un emendamento che esclude qualsiasi volonta' di 'registrare' e controllare i siti che non fanno informazione su base imprenditoriale.
    Levi ha ribadito che l'obiettivo del ddl e' quello di conciliare libera concorrenza e pluralismo, in un settore che deve puntare all'innovazione, "nella consapevolezza - ha spiegato - che in questo settore la libera concorrenza non corrisponde al concetto generale ma deve essere temperata dal concetto di pluralismo che assicuri la presenza di molteplici operatori".
    La risposta di Levi alle polemiche aperta dal blog di Beppe Grillo, e' un comma aggiuntivo all' articolo 7 del ddl, che esclude i blog "dall'obbligo di iscrizione al Roc (il registro degli operatori della comunicazione tenuto dall' Agcom, ndr)" non utilizzando il temine inglese ("usarlo in testo di legge sarebbe stato un problema") ma indentificandoli con la formula "i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un'organizzazione imprenditoriale del lavoro''.
    Il sottosegretario, pur ribadendo la volonta' del governo di mettere ordine nel settore degli incentivi all' editoria, ha sottolineato che "non vogliamo spegnere voci ed attentare al pluralismo''.
    Levi ha sottolineato inoltre che "se la crisi che tocca molte realta' editoriali si estendera' ci vorranno forme piu' ampie di intervento del previsto rifinanziamento di 5 milioni di euro del fondo per la mobilita'''.
    ''Questo che vi sottopongo e' un ddl aperto ai miglioramenti - ha concluso il sottosegretario rivolto ai deputati della commisisone - e mi auguro che ce ne siano, soprattutto nel campo della promozione dell'innovazione. L'incentivazione del passaggio alle nuove tecnologie anche se difficile perche' i fondi sono scarsissimi, e' il tema vero, cosi' come quello della promozione della lettura''.

    fonte quotidiano.net

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    24 Ottobre 2007 - Le mani nella marmellata

    boing_boing.jpg


    Boing Boing, il terzo blog del mondo, ha scritto della legge Levi-Prodi. Il Governo ha fatto un figura mondiale di incompetenza. Levi, un signor Nessuno eletto da nessuno, ha spiegato che c’è stata, per mesi, una consultazione con tutti i protagonisti del settore per redigere la legge, inclusi gli edicolanti. I blogger sono stati esclusi. Gli operatori della Rete sono stati esclusi. Con chi ha parlato Levi? Con Berlusconi, con De Benedetti? Non certo con i ministri del Governo.
    Non ha illustrato la legge al titolare del ministero delle Comunicazioni, quello che avrebbe dovuto scriverla.
    Il Consiglio dei Ministri è un luogo ben strano. Vorrei poterlo filmare. Il 12 ottobre alla presentazione della Levi-Prodi chi c’era dormiva e se non dormiva pensava ad altro:
    - “mi prendo la mia parte di responsabilità per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo...che autorizza interpretazioni estensive che potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog. Molto meglio lasciare le regole attuali...” Paolo Gentiloni, Ministro delle Comunicazioni
    - “non è stato discusso nel Consiglio dei Ministri del 12 ottobre perchè presentato come provvedimento di normale routine.” Antonio Di Pietro, Ministro delle Infrastrutture
    - “dico subito che quel giorno, dopo aver tentato di migliorare il decreto sul welfare, sono dovuto correre al Quirinale per premiare i giovani impegnati sul cambiamento climatico e non ho potuto seguire la norma che sta allarmando la Rete. Rileggendola oggi, mi sembra decisamente restrittiva per chi gestisce un blog o una pagina web.” Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro dell’Ambiente

    Per evitare altre brutte figure Prodi pubblichi prima le proposte del Consiglio on line, legga i commenti e poi proceda. I cittadini sarebbero informati e anche i Ministri.
    La Commissione cultura della Camera esamina oggi la Levi-Prodi. Vorrei che la discussione sia resa pubblica con la possibilità di commentarla.
    Levi ha dichiarato: “Per ogni legge, il passaggio parlamentare è l’occasione per migliorare i testi e, quando necessario, chiarire i punti ambigui”. La legge l’ha scritta lui su dettatura di Prodi. I casi sono due : Levi ci è o ci fa. Sicuramente ci ha provato. Questa volta sono stati presi con le mani nella marmellata. Ma quante volte ci hanno provato con successo senza che nessuno lo sapesse?

    dal blog di Beppe Grillo

     
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     Consiglio dei Ministri. Rete libera

    cdm_17-10-07_rete-libera.jpg

    Testo:

    "Mi scuso, innanzitutto, per questo leggero ritardo di comunicazione dovuto al fatto che, in questi giorni, mi sono occupato di una conferenza molto importante su infrastrutture e legalità a Napoli.
    Al Consiglio dei Ministri è successo il solito e l’insolito.
    Abbiamo discusso del tema del giorno, ovvero una nuova modifica al disegno di legge sul welfare. Una ventina di giorni fa avevamo approvato il disegno di legge di applicazione dell’accordo con i sindacati, poi c’è stato il referendum dei lavoratori che l’ha ratificato con una maggioranza dell’80%. C’erano alcune modifiche migliorative condivise dalle parti sociali, pertanto si è fatto un Consiglio dei Ministri per la loro approvazione.
    Il risultato è stato lo stesso della scorsa volta: due ministri astenuti, due a favore con riserva. Mi è sembrata la solita situazione in cui ognuno ha voluto dire la sua più per motivi di rapporti tra i partiti e i loro elettori che per reale interesse sull’argomento.
    C’è stato qualcosa di insolito: sono passati alcuni provvedimenti di routine quelli che, come vi spiegai all’inizio della legislatura, sono classificati dagli uffici tecnici di fascia “A”.
    Nell’ambito di questi provvedimenti, è stato inserita una norma presentata come atta a “ridurre gli emolumenti all’editoria pubblica, per migliorare il mercato dell’informazione”.
    Tutti abbiamo l’abbiamo approvata.
    Solo dopo, e solo grazie a Grillo e al suo blog, si è venuto a sapere che quel provvedimento contiene norme volte a impedire a tutti i blogger, a tutto il mondo della Rete, di informare ed informarsi liberamente.
    Anche al Consiglio dei Ministri bisogna pensarci due volte prima di dire “sì”. Questa è una lezione che ora ho imparato.
    Io e altri ministri abbiamo ammesso di essere stati male informati: Gentiloni, Pecoraro Scanio, io, Mussi ed altri abbiamo preso atto che questa legge sia da rivedere.
    Spesso abbiamo letto sui mezzi di informazione tradizionali le parole dei commentatori acculturati che tacciano di qualunquismo e populismo Grillo e il suo blog.
    Grillo si è accorto in tempo di un’anomalia, l’ha segnalata alla Rete e grazie a voi è stata fatta una catena umana che ha messo in condizione noi di sapere la cavolata che avevamo fatto e quindi di correggerla per tempo. Soprattutto di capire chi, come me, è in buona fede o se c’è qualcuno che non lo è.
    Vedete che la libera informazione aiuta le istituzioni a fare meglio il proprio lavoro. Bisogna pensarci due volta prima di prendersela con la Rete: è uno strumento che aiuta a governare meglio, se vuoi governare bene."

    da antoniodipietro.it

     
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    «Why not»: polizia in sede «Campanile»

    Le forze dell'ordine hanno acquisito l'elenco dei fornitori nell'ambito dell'inchiesta catanzarese



    ROMA - La polizia giudiziaria, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Catanzaro «Why not», si è presentata presso la sede del quotidiano dell'Udeur «Il Campanile» facendo richiesta dell'elenco dei fornitori. Lo rende noto un comunicato del Consiglio di amministrazione dello stesso quotidiano. L'acquisizione dei documenti è stata disposta dall'attuale procuratore generale facente funzioni Dolcino Favi che aveva avocato l'inchiesta dal suo tiolare il pm Luigi de Magistris.

    IL COMUNICATO - «Il Consiglio di Amministrazione de «Il Campanile Nuovo» - si legge nella nota diffusa dal giornale dell'Udeur - informa che, ufficiali della polizia giudiziaria si sono presentati nella sede del quotidiano, a Roma in Largo Arenula 34, su mandato della Procura di Catanzaro». «La polizia giudiziaria molto correttamente ha evidenziato che la ragione della loro presenza era legata ad una richiesta di acquisizione di copie di documenti. Quindi - prosegue il comunicato - nè una perquisizione nè alcuna richiesta imperativa. Sostanzialmente, la polizia giudiziaria ci ha informato che potevamo o meno, discrezionalmente, mostrare quanto oggetto di richiesta di esibizione». «Siamo contenti che le indagini proseguano e facciano il loro corso - sottolinea il Cda del "Campanile Nuovo" - perchè non abbiamo nulla da nascondere nè tanto meno da temere per quanto concerne la nostra gestione. Abbiamo invitato la polizia giudiziaria ad estrarre copia di tutto quanto ritenuto utile, in immediato riguardo, alla richiesta avanzata.

    POLIZIOTTI ANCHE A SAN MARINO - Nell'ambito sempre dell'inchiesta «Why not» sarebbero stati acquisiti dei documenti all'interno di un istituto di credito a San Marino.

    da corriere.it

    October 24

    NUOVO ALBUM E ARTICOLO SULLA MICROSOFT

    CIAO A TUTTI I VISITATORI, BUONGIORNO A VOI.
    OGGI E' UNA GIORNATA PARTICOLARE Sorriso INFATTI HO INSERITO DELLE FOTO DEL MATRIMONIO DI UN MIO CARISSIMO AMICO, ANZI DEL MIO FRATELLO MAGGIORE.
    DA QUALCHE ANNO VIVE IN LOMBARDIA, PRECISAMENTE A SETTIMO MILANESE E LAVORA NEL CASTELLO SFORZESCO DI MILANO... SE VI CAPITA ANDATE A TROVARLO E CHIEDETE DI PIETRO Animoticon DITEGLI CHE LO CONOSCETE GRAZIE A QUESTO BLOG A bocca aperta
    A LUI E ALLA SUA DOLCE META' ESTHER UN CARO SALUTO, MI MANCANO TANTO... In lacrime
     
    A TUTTI VOI UNA DOLCE E BUONA GIORNATA E GRAZIE DELL'AFFETTO CON CUI SEGUITE QUESTO LIVE SPACES, FORSE A GIORNI, A ORE VI ANNUNCERO' UNA NOTIZIA GRANDIOSA...AnimoticonSorpresaLinguacciaCaldoSorriso
     
    INTANTO COLGO L'OCCASIONE PER INSERIRE UN'ARTICOLO SEGNALATOMI DALL'AMICO STEFANOSorriso CHE PARLA SU DI UN'EVENTUALE ACQUISTO DI UN PORTATILE. IO L'HO FATTO NELLE SETTIMANE SCORSE E MALGRADO HO VISTO CENTINAIA DI COMPUTER, TUTTI AVEVANO COME SISTEMA OPERATIVO WINDOWS VISTA, CHE REPUTO NON ANCORA PRONTO PER ESSERE MESSO IN CIRCOLAZIONE...INFATTI NON APPENA AVRO' DEL TEMPO, DOVRO' INSERIRE IL VECCHIO E AFFIDABILE WINDOWS XP.... SE NON LINUX... COSA QUESTA MOLTO PROBABILE...
     
    CIAO A PRESTO E BUONA GIORNATA A TUTTISorriso
     
     

    Notebook con Windows? Rimborso dovuto

     

    Roma - È una sentenza che per sua natura non produce giurisprudenza, ma è comunque una ulteriore conferma del buon diritto di quegli utenti che, comprato un personal computer, intendono rinunciare al sistema operativo Windows che vi è pre-installato. E che vogliono, di conseguenza, venire rimborsati della spesa "in più" sostenuta.

    Ad informare della sentenza del giudice di pace di Firenze, dott. Lo Tufo, è ADUC
    , da lungo tempo impegnata sul fronte dei rimborsi. Lo Tufo ha ritenuto di condannare HP Italia a rimborsare 140 euro ad un acquirente che non intendeva utilizzare il sistema operativo Windows pre-installato sul proprio notebook.

    La sentenza, promossa dal consulente informatico dell'ADUC Marco Pieraccioli, difeso dagli avvocati Anna Maria Fasulo e Claudia Moretti, nello specifico condanna HP anche al pagamento delle spese legali.
     
    Questione EULA
    HP Italia, come altri produttori, ha sostenuto che la EULA di Windows, il contratto che consente all'utente che rifiuta Windows di ottenere il rimborso dal produttore, in realtà non sia vincolante per l'azienda, in quanto "tali clausole sono state stabilite unilateralmente da Microsoft e attengono ad un rapporto cui essa (HP, ndr.) è estranea". Secondo il giudice questa tesi non regge, in quanto sebbene sia possibile che il testo sia stato prodotto in modo unilaterale, non appare credibile che non sia stato conosciuto da HP, quando invece "è verosimile piuttosto che esso sia il frutto di accordi commerciali intercorsi tra le due società".
    Dunque la EULA vincola HP, in quanto l'azienda ha in ogni caso "accettato e fatto proprio" quel contratto nel momento in cui ha deciso di installarlo sul proprio hardware.

    Il rimborso è dovuto
    Tra i molti aspetti interessanti della sentenza, che tocca da vicino uno degli argomenti più spinosi sul fronte delle libertà informatiche, c'è anche la bocciatura del rimborso totale, ossia della proposta che talvolta fanno i produttori agli acquirenti che non vogliono Windows di rimborsare integralmente il prezzo del prodotto.

    La tesi di HP è che la EULA a cui si appellava l'utente non preveda il rimborso del sistema operativo, in quanto all'utente che non vuole Windows indica soltanto di "contattare prontamente il produttore per ottenere informazioni sulla restituzione del prodotto o dei prodotti e sulle condizioni di rimborso in conformità alle disposizioni stabilite dal produttore stesso".

    Anche questa visione però è stata bocciata dal giudice, secondo cui il fatto stesso che esista una clausola del genere è significativo, "altrimenti sarebbe stato del tutto inutile parlarne e sarebbe bastato limitarsi a precisare la restituzione del software". "Del resto - continua la sentenza - il rimborso appare dovuto, sussistendo per l'utilizzo del software un contratto separato (con condizioni oltretutto molto particolari) che il compratore non ha possibilità di conoscere prima di aver comprato il prodotto (né è certo sufficiente a tal fine che gli opuscoli indichino che il computer è equipaggiato con un "certo" software) e che, se non accettato, impone appunto di restituire quella parte dell'acquisto lasciando il compratore con un prodotto comunque diverso e di minor valore rispetto a quello pagato".

    Perché il rimborso totale sia possibile è necessario il consenso del compratore che, nel caso specifico trattato a Firenze, non c'era.

    "Comprando un computer oggi - chiosa ADUC - ci si trova nell'assurda situazione di non poter scegliere il sistema operativo con cui farlo funzionare, ma di doverlo comprare con il sistema operativo già installato da parte del produttore del PC e più precisamente con Microsoft Windows. Questa è una pratica che ormai tutti i produttori hanno adottato, rendendo di fatto impossibile acquistare un computer di marca senza il software preinstallato. È come se, dovendo acquistare un vaso, si fosse costretti a pagare anche per una pianta, magari sempre la stessa e del solito agricoltore".

    ADUC racconta tutta la vicenda in uno
    spazio dedicato del proprio sito web, mettendo a disposizione anche l'intero testo della sentenza.
    October 23

    AISM: COLTE LE MELE PER LA VITA



    UN SUCCESSO ANCHE QUEST’ANNO L’INIZIATIVA PROMOSSA
    DALL’ASSOCIAZIONE NELLE PIAZZE ITALIANE.
    “GRANDE SENSIBILITÀ E PARTECIPAZIONE”

    Colte le “mele per la vita”
    Campagna AISM, oltre 2 milioni di euro


    Trecentocinquantamila sacchetti di mele distribuiti nelle piazze italiane il 13 e 14 ottobre per una raccolta di circa 2 milioni e 300mila euro. Sono i numeri più importanti di “Una mela per la vita”, l’evento di sensibilizzazione organizzato da AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) per finanziare i progetti di ricerca e le borse di studio per contrastare questa grave patologia. “Gli italiani hanno ormai dimostrato di conoscere l’iniziativa da noi promossa – spiega la dott.ssa Antonella Moretti, direttore operativo di AISM (nella foto) – e di essere favorevolmente disposti a sostenerla. Grazie poi alla collaborazione di 6000 volontari, tra cui anche i volontari della Protezione Civile, dei Bersaglieri e della Federazione Italiana Gioco Calcio che si è attivato appositamente, è stato possibile raggiungere l’intero territorio italiano. L’offerta minima per ogni sacchetto di mele era di 7 euro, ma in diversi casi le persone sono state anche più generose, per cui il bilancio delle donazioni ricevute è ancora molto provvisorio ed è sicuramente in crescita rispetto alle precedenti edizioni della manifestazione”. “Una mela per la vita”, il cui sottotitolo è “Lasciati tentare dalle mele della vita. Non coglierle è un peccato”, è una delle due campagne di sensibilizzazione promosse da AISM nel corso dell’anno. L’altra iniziativa si svolge attorno all’8 marzo, quando in occasione della Festa della Donna vengono distribuite gardenie per sensibilizzare sul fatto che sono soprattutto le donne ad essere più colpite dalla Sclerosi Multipla. La campagna delle mele ha invece lo scopo di  concentrare l’attenzione sui giovani, come categoria più esposta a questa patologia. “Sulle 54mila persone affette da SM – prosegue Moretti – la metà sono giovani tra i 18 e 40 anni. La malattia si presenta in particolare tra i 20 e i 30 anni, in un momento delicatissimo della vita in cui è normale fare progetti, trovare un lavoro, formare una famiglia. Proprio nell’aiutare e nell’offrire appoggio ai giovani in questi aspetti si  concretizza l’attività di AISM. La campagna ci ha permesso di entrare in 350mila famiglie italiane, che ora sanno qualcosa in più sulla malattia e su quello che si può fare per combatterla”. Testimonial di “Una mela per la vita” è il calciatore della Nazionale e campione del mondo, Gianluca Zambrotta, da tempo impegnato per diffondere i messaggi di AISM. Assieme a lui anche rappresentanti delle squadre  giovanili della FIGC che hanno realizzato lo spot per la tv e per il web. Un ruolo non indifferente lo ha avuto proprio internet, che ha aggiunto sostanza ed emozioni alla campagna. Sul sito www.aism.it è possibile “appendere” una mela a un albero virtuale, personalizzandola con una frase, una foto o un videomessaggio da lasciare ai visitatori. Fino ad ora sono già state oltre mille le “mele” inserite sull’albero. “Ognuna di queste mele – dice il direttore Moretti – racchiude una storia, un pensiero, un’esperienza relativa alla sclerosi multipla”. Oltre a questo evento di grande visibilità, AISM organizza e porta avanti con costanza iniziative in tutta Italia. Tra queste il progetto “Giovani oltre la SM”, che ha avuto una tappa importante a inizio ottobre a Pistoia, dove le sezioni toscane dell’Associazione si sono riunite per confrontarsi sui risultati di un progetto pilota che è durato un anno. Il progetto prevedeva servizi personalizzati e attività informative e formative rivolte ai giovani sui temi del lavoro, della vita di coppia, della vita sociale, ecc... Altre iniziative importanti tuttora in corso riguardano specifici progetti di formazione per operatori socio-sanitari, che si svolgono in Italia e all’estero, per favorire un approccio interdisciplinare alla malattia e a tutti gli aspetti psico-sociali che ne derivano. L’Italia, dove grazie alla precocità della diagnosi, alle terapie innovative che hanno permesso di rallentare la progressione della malattia ed una maggiore informazione solo 3 persone con sm su 10 sono costrette all’uso della carrozzina, è al pari dei più avanzati Paesi europei per quel che riguarda il livello sanitario e l’attività clinica nell’affrontare questa patologia. Il progetto “Team”, finanziato da AISM, prevede comunque visite nei più specializzati centri USA da parte di gruppi di operatori sanitari e ricercatori italiani per apprendere gli approcci attualmente più evoluti al mondo.

    fonte web magazine n. 38

         

    fonte youtube.it
    October 22

    Saluti, Aggiornamenti e altro...

    Carissimi Amici, vi ringrazio per l'assiduità con qui seguite questo mio piccolo spazio online. Come dicevo in un mio post precedente, questo pomeriggio mi stava per venire un colpo...trovare tutto questo disordine dopo 3 giorni di assenza involontaria mi ha fatto pensare male... comunque tutto bene ciò che finisce bene. Ora che sono le 21 mi sento di nuovo sereno e ho voluto scrivere un paio di cosucce...

    Tanto per incominciare ho inserito un nuovo HTML Gif dedicato al Magistrato De Magistris, (questo Blog con voce del sottoscritto lo sostiene in modo ufficiale da oggi) che giusto ieri ha avuto la sorpresa, sorpresa mica tanto..., direttamente dalla procura generale del Tribunale di Catanzaro che ha notificato al procuratore capo della repubblica catanzarese, Mariano Lombardi, il provvedimento con il quale è stato deciso di avocare l'inchiesta «Why Not», relativa a un presunto uso illecito di fondi comunitari e nazionali destinati alla Calabria in cui risulta fra gli indagati il miistro della Giustizia. A sua volta il procuratore Lombardi ha notificato il provvedimento al sostituto procuratore Luigi De Magistris. Nell'inchiesta risultano iscritti nel registro degli indagati anche il presidente del Consiglio, Romano Prodi, altri politici di centrodestra e  centrosinistra, militari ed esponenti dei servizi segreti.

    Che dire, che aggiungere altro... De Magistris ha messo d'accordo centro destra e centro sinistra, con l'eccezione di Di Pietro (il quale non ha ancora risposto dell'inciucio fatto dal Governo sul disegno di legge sull'informazione anche via blog...). Mi verrebbe da dire e scrivo appassionatamente per salvarsi il didietro...

    Mastella viene adorato da tutta Forza Italia ma anche da Casini, Berlusconi sicuramente lo ha già messo in lista per fagli fare la Brambilla del sud. Nella maggioranza attuale (c'è un tal casino che mi viene il dubbio che possano non mangiare il panettone a Natale, ma penso ai 400 parlamentari in cerca di una pensione a ottobre 2008) Prodi e Veltroni tengono il religioso silenzio sulla questione... in Sicilia, in Campania, in Calabria, in Puglia ma anche purtroppo in quei pochi paesini della Sardegna barbaricina, direbbero OMERTA'.... NON VEDO NON SENTO NON PARLO...

    Ho quasi 35 anni e mi sembra di nuovo vicina l'era della Democrazia Cristiana dove ai problemi dell'Italia rispondevano con il gioco del silenzio... e del tirare a campare e fare un nuovo Governo... Amico. Vediamo se ci azzecco!

    Per adesso è ufficiale che in Italia ci sia: un Ministro della Giustizia indagato, il Ministro degli Esteri (quello più bravo a eclissarsi) indagato, il Presidente del Consiglio indagato (vorrebbe eclissarsi sull'argomento ma ogni tanto non può).

    Che schifo assurdo pensando ai problemi di precarietà di lavoratori, di tante famiglie che non arrivano più neanche alla fine della terza settimana. Credo vivamente che l'Italia deve cambiare pagina, radicalmente (e non pensate per favore a Pannella e soci, mi è rimasta almeno un briciolo di serietà...), e con questa gente non si va lontani, fino a che non mollano i soldi dell'economia e della finanza italiana che governa a montecitorio....

    Dunque ancora e sempre più urlo RESET!!!!

    Infine fatemi parlare un poco di quello che succede a casa mia: ieri un milione e mezzo di Sardi sono stati chiamati a votare il Referendum abbrogativo sulla Legge Statutaria varata dal governatore Soru e della sua giunta. Ebbene ecco i risultati: poco più di 200.000 votanti, il 15% dell'elettorato che dimostrano l'allontanamento dalla politica ufficiale dei Sardi. A quanto pare malgrado non si sia raggiunto il quorum per rendere/togliere la riforma votata il 7 marzo scorso, Soru ha tutta l'intenzione di giocarsi tutte le carte per rendere effettiva la riforma, malgrado i sardi l'hanno bocciata, infatti pare netto la vittoria schiacciante dei NO.

    Di mio faccio notare che dopo un lungo periodo che accendendo la televisione nei vari canali regionali, non si sentiva nient'altro dibattiti accesissimi, manco fossimo a Porta a Porta, sulla legge Statutaria, improvvisamente nell'ultimo mese, tutto questo si calmato di botto. Niente dibattiti su emitenti locali e nei tg della Rai Regionale.. E qui che m'è venuto il dubbio: vuoi vedere che questi "marpioni" sono tutti d'accordo nel volere, tra l'altro, piu potere al Presidente della Regione, e hanno volontariamente portato i Sardi all'astensione comunque? Stavolta ho la sensazione che è più facile azzeccarci...

    Ci tengo a sottolineare che la Sardegna è in condizioni pietose: il Precariato qui', dove gli stipendi sono molto più bassi, è davvero un allarme sociale, dunque il RESET a questo sistema è perfino piu urgente.

    E' nato Tobias Del Piero


    E' NATO TOBIAS DEL PIERO
    IN MATTINATA SONIA HA DATO ALLA LUCE
    L'EREDE MASCHIO DEL CAPITANO
    LA JUVENTUS:
    "CONGRATUALAZIONI CAPITANO"

    L'immagine “http://www.skylife.it/mediabin/08-%20Web/00-%20Portale/03-%20SKY%20Sport/02-%20Immagini/07_10_ottobre/22_10_2007/del_piero_sonia_visore--350_200.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

    E' arrivato Tobias - E' nato l'erede di Del Piero. Nel corso della mattinata, alla clinica S.Anna di Torino, la moglie del capitano della Juventus ha dato alla luce un maschietto. Gli è stato dato il nome di Tobias.

    L'annuncio - Ad annunciare il lieto evento è lo stesso Del Piero: "Cari Amici, Sonia ed io siamo emozionati nel comunicarvi la nascita di Tobias", si legge sul sito Internet del campione bianconero. "La mamma e il piccolo stanno bene - aggiunge il neo papà - siamo felicissimi e vi ringraziamo perl'affetto che ci avete trasmesso".

    "Congratulazioni capitano" - E' il titolo del messaggio di auguri della Juventus ad Alessandro Del Piero, diventato per la prima volta papà. "E' davvero una settimana indimenticabile per Alessandro Del Piero- si legge sul sito del club bianconero- Martedì scorso il rinnovo del contratto con la Juventus. Domenica il gol partita nella gara contro il Genoa. E nella notte la gioia più bella. La moglie Sonia ha infatti dato alla luce il piccolo Tobias, il loro primo figlio. Ad Alessandro e a Sonia le più grandi congratulazioni da parte della Juventus e di tutti i suoi tifosi".


    La Signora minaccia l'Inter

    http://blog.libero.it/juventus/

    L'ALTRA FIRMA DI ALEX DEL PIERO

    ORA LA SIGNORA MINACCIA L'INTER

    Dopo aver firmato il contratto in settimana, Alex mette la sua firma anche contro i rossoblu, siglando su preciso assist dell'indomito Nedved la rete che fa volare Madama al 2° posto, a soli 3 punti dai nerazzurri. Partita tesa e nervosa, espulsi Pavel e Ranieri. Vittoria costruita su una grande difesa, nella quale giganteggiano ancora Legrottaglie e Chiellini. I bianconeri rischiano solo nella ripresa, ma SuperBuffon salva il risultato su Sculli lanciato a rete.

    Il sogno continua...



    1-0 AL GENOA. LA JUVE E' L'ANTI-INTER! - La Stampa - Nell’attesa di farle esplorare i nuovi territori del marketing narrati dal nuovo contratto biennale, per ora Alex Del Piero fattura alla Juventus quello che ancora dovrebbe riuscigli meglio, il gol, una specialità assente dalla seconda di campionato, a Cagliari. Basta la pedata ravvicinata del capitano nel primo tempo, per sigillare una partita piuttosto brutta (e nervosetta, nove ammoniti, Ranieri e Nedved espulsi nel finale), mai dominata, ma sufficente a issare i bianconeri al secondo posto, solitario, dietro l’Inter. La Juve di questi tempi non è bella, anzi, non fa spettacolo, non si costruisce troppe occasioni, ma resta solida davanti a Buffon (e in Buffon), uscendo dalla quarta partita filata senza reti prese su azione (a Firenze fu il rigore di Mutu). Premesso che il talento non è lo stesso, sennò si rischia la querela, la squadra di Ranieri fabbrica una partita molto capelliana, lasciando poche occasioni al Genoa e cementando il massimo dall’unico sprazzo vincente. Chiaro che, a occhio, non basterà per affondare la portarei nerazzurra, copyright del presidente Cobolli Gigli, che attraccherà il 4 novembre all’Olimpico. Quando s’inizia, il tridente bianconero rimane una tentazione, perché Ranieri, senza la forza d’urto di Iaquinta, non cerca avventure: e allora, ecco il 4-4-2 già assemblato contro la Fiorentina, con Del Piero al posto dell’ex udinese e Zanetti (di rientro dalla squalifica) nella posizione di Almiron. All’inizio, però, la Juve non ne cava granché, perché con in mezzo due che di mestiere fanno (bene) i mediani, l’inventiva dovrebbe arrivare sulle corsie, da Salihamidzic e Nedved: resta una tentazione pure questa. Brazzo, che non è Camoranesi, non scappa una volta e il ceco non ha ancora trovato una decente messa a punto, ai suoi livelli almeno. Servono così diciotto minuti per sparare un pallone verso Rubinho: arriva dalla testa di Trezeguet (centrale però), innescato da una delle rare discese di Grygera. Rare saranno anche le apparizioni del francese. Nonostante il gioco bianconero resti sotto il minimo sindacale, la Juve avrebbe pure le occasioni per segnare, ma le spreca goffamente entrambe. La prima al 22’, quando una deviazione aerea di Nocerino mette Nedved davanti al portiere avversario, a due passi, ma l’ala, pensando di essere in fuorigioco, cerca un improbabile (e innocuo) tocco carpiato. Combina ancora peggio Salihamidzic, cui capita sotto la suola il pallone a un metro dalla linea, dopo un bello slalom di Del Piero sulla sinistra: prevalgono però i cromosomi del difensore, perché il colpo di tacco va nella direzione sbagliata. Lo zero a zero regge anche perché dall’altra parte il Genoa non si vede quasi mai, con l’unica proto-occasione di Di Vaio nata da un liscio di Grygera: rimedia Legrottaglie, che pilota bene la retroguardia, a volte anche con eleganza. Tocca a Del Piero, allora: cross di Nedved dalla sinistra e delizioso tocco d’esterno destro del capitano, che fulmina la linea del fuorigioco, lasciando sul posto i tre difensori centrali rossoblu. Poco dopo sfiora il replay, tagliando bene una punizione da venti metri, che Rubinho alza sulla traversa. Secondo tempo. Gasperini ci prova con Leon, messo sul prato al posto di un imbarazzante Di Vaio. Il primo pericolo per la Juve arriva dopo 9’, per un erroraccio di Molinaro che sbaglia la chiusura e spalanca il rettilineo a Sculli, uno dei quattro ex in campo: il tiro è violento, ma Buffon fa il Buffon e lo devia in angolo. Il portiere, nel finale, alza bene anche un colpo di testa di Lucarelli, poi la partita si scioglie in un nervosismo decisamente fuori posto, mentre Del Piero è già uscito, filando in ospedale per la prossima nascita del figlio. Ranieri si fa cacciare per proteste e Nedved lo imita, beccandosi il rosso a partita finita per una gomitata. Un po’ di camomilla, please.

    La Vendetta della Casta... A loro un'immenso V-Day!!!

    Sorriso SEMBRA ORA TUTTO A POSTO... ERA COME PENSAVO L'ARTICOLO SULLA CASTA... NON SO' SE ERA UN PROBLEMA DI FORMATTAZIONE OPPURE NO, MA L'ARTICOLO E' RIMASTO ONLINE TRANQUILLAMENTE PER ALCUNE ORE E IO HO VISTO CHE IN QUEL FRANGENTE ERA TUTTO A POSTO!!! POI DOPO CHE E' SALTATA NEL MIO PAESE LA LINEA ADSL E AL MIO RITORNO, TROVARE TUTTO STO MACELLO, SINCERAMENTE MI FA' PENSARE MALE...
    ... MA SAPETE CHE FACCIO..... C'E LO RIMETTO..... THIE'Animoticon
    A CHI MI VUOLE MALE... ARRI-THIE'A bocca aperta
    UN GRANDE ABBRACCIO A TUTTI I VISITATORI
    UN GRANDE ABBRACCIO!!!!Sorriso

    La Vendetta della Casta...

    Da repubblica.it di VENERDI'

    Un disegno di legge licenziato dal Cdm lascia intravedere l'obbligo di iscrizione al registro per chi ha attività editoriali, forse anche per chi ha un blog o un sito

    Il governo riforma l'editoria
    Burocrazia sul web?

    Allarme in rete

    Aumenterebbero quindi anche per i "piccoli" su internet spese e sanzioni penali
    Il sottosegretario Levi: "Non è questo lo spirito, deciderà l'Autorità"
    di ALDO FONTANAROSA


    <B>Il governo riforma l'editoria<br>Burocrazia sul web? Allarme in rete</B>


    ROMA - Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all'esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E' un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all'orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.

    Articolo 6 del disegno di legge. C'è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall'Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia "attività editoriale". L'Autorità non pretende soldi per l'iscrizione, ma l'operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l'informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.
    Scritte così, le nuove regole sembrano investire l'intero pianeta Internet, anche i siti più piccoli e soprattutto i blog. E' così, dunque? Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, sdrammatizza: "Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile".

    Un esempio concreto, però: il blog di Beppe Grillo verrà toccato dalle nuove norme? Anche Grillo dovrà finire nel registro ROC? "Non spetta al governo stabilirlo - continua Levi - Sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute davvero alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà stata discussa e approvata dalle Camere".
    Insomma: se una stretta ci sarà, questa si materializzerà solo tra molti mesi, dopo il passaggio parlamentare e dopo il varo del regolamento dell'Autorità. Ma nell'attesa vale la pena di preoccuparsi. Perché l'iscrizione al ROC - almeno nella formulazione attuale - non implica solo carte da bollo e burocrazia. Rischia soprattutto di aumentare le responsabilità penali per chi ha un sito.
    Spiega Sabrina Peron, avvocato e autrice del libro "La diffamazione tramite mass-media" (Cedam Editore): "La vecchia legge sulle provvidenze all'editoria, quella del 2001, non estendeva ai siti Internet l'articolo 13 della Legge sulla Stampa. Detto in parole elementari, la diffamazione realizzata attraverso il sito era considerata semplice. Dunque le norme penali la punivano in modo più lieve. Questo nuovo disegno di legge, invece, classifica la diffamazione in Internet come aggravata. Diventa a pieno una forma di diffamazione, diciamo così, a mezzo stampa".
    Anche Internet, quindi, entrerebbe a pieno titolo nell'orbita delle norme penali sulla stampa. Ne può conseguire che ogni sito, se tenuto all'iscrizione al ROC, debba anche dotarsi di una società editrice e di un giornalista nel ruolo di direttore responsabile. Ed entrambi, editore e direttore del sito, risponderebbero del reato di omesso controllo su contenuti diffamatori. Questo, ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale.


    ---

    dal blog di Beppe Grillo

    19 Ottobre 2007

    La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

    Ricardo_Franco_Levi.jpg

    Ricardo Franco Levi: che simpatico ometto, sembra un angelo...


    Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
    La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
    I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
    L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
    Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
    La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
    Il 99% chiuderebbe.
    Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
    Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
    Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
    Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
    Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.
    Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it

    Il Mio commento inserito nel blog di Beppe Grillo, venerdì pomeriggio

    Subito una proposta di legge popolare per fermare questo marciume. L'Italia va a puttane e loro fermano i blog......

    Di Pietro anche tu hai firmato sto disegno di legge? Infame!!!!

    Beppe hai fatto bene a ricordargli che trasferirai tutto il sito in un paese democratico. L'Italia non lo è!!!!

    Vaffanculo a tutti i lor signori, ladri!!!!

    D'alema l'aveva detto che bisognava intervenire in internet quando era apparso il suo nome nella faccenda Unipol....

    Chiedo se si può fare qualcosa per fermarli: una petizione un disegno di legge popolare, etc



    UN GRANDE SALUTO

    A TUTTI
    DA RAI!!!!!

    PS. VI VOGLIO UN MARE DI BENESorriso



    SCUSATE IL DISGUIDO!!!!

    AVVISO A TUTTI I GENTILI VISITATORI:
    DA VENERDI' ALICE, NEL MIO COMUNE,
    SI E' PRESA UNA VACANZA...
    ORA SEMBRA TUTTO RISOLTO,
    MA TORNANDO NEL MIO BLOG
    HO NOTATO UN CERTO TERREMOTO...Arrabbiato,
    SPERIAMO SIA MOMENTANEOSorriso,
    O SARO' COSTRETTO A LAVORARCI SU ....In lacrime
    RINGRAZIO TUTTE LE PERSONE
    CHE HANNO VISITATO QUESTO SPAZIO
    E TUTTE QUELLE CHE MI HANNO INVIATO
    MESSAGGI E SEGNALAZIONI,
    A LORO PROMETTO QUANTO PRIMA
    UNA MIA GENTILE E SOLLECITA, QUANTO PRIMA,
    RISPOSTA!Sorriso
    GRAZIE!
    CIAO DA RAISorriso

    PS. MA NON SARA' PER CASO
    IL MIO ULTIMO POST LA CAUSA.....??AnimoticonA bocca apertaArrabbiatoshhhhh!Sorriso
    October 19

    La Sardegna oppressa dalle Banche

    A tutti i visitatori, Buongiorno!!!!Sorriso

    Dopo la sfuriata incazzo-depressiva di ieri notte, arrieccome qua :-D

    Ringrazio Terry e Gabriella per il prezioso commento lasciato nel post precedente, arricchito notevolmente dalla vostra esperienza personale e dalle vostre considerazioni. Oramai in Italia è davvero emergenza nazionale. Da tutte le parti e direzioni ci si gira vediamo solo confusione, violenza, nervosismo e disperazione. Solo i nostri politici con la stampa di filotto, fanno spallucce e continuano a prendere tempo.. fanno finta di non capire dove, grazie a loro, si è arrivati. Mi auguro per loro che in tempi brevi, incomincino finalmente a guadagnarsi la montagna di soldi che prendono... e rifacciano di nuovo girare l'Italia per il verso giusto, chiunque ci sia al Governo. Se no, peggio per loro.......

    Stamattina sono di buon umore e vorrei inserire nel blog qualcosa di simpatico e allegro. In attesa di trovare qualcosa di interessante, inserisco una faccenda che riguarda la mia terra, ovvero la Sardegna... dove il sole, mare regna.... ma visto che tutto il mondo è paese.... non ci basta più!!!

    un sincero saluto a tutti!!!Sorriso

    ---

    Migliaia di piccole aziende agricole stanno chiudendo in Sardegna. I loro terreni sono espropriati per un debito che non riescono più a pagare. Tra le 5.000 e le 7.000 aziende sono a rischio. Gli agricoltori e i pastori contestano gli interessi mostruosi applicati dal Banco di Sardegna su mutui che credevano agevolati. Chiedono un intervento della Regione per un aiuto. Nessuno risponde. A cosa servono le Regioni se non a tutelare territorio, cultura, cittadini, produzioni locali? Forse se non si occupano di questi temi possono essere tranquillamente sciolte con meno costi per i cittadini, non credete?

    Il Banco di Sardegna pretende il pagamento dei suoi crediti, ma della Sardegna ha ormai solo il nome. E’ infatti di proprietà della Banca Popolare dell’Emilia Romagna. La stessa che ha un rapporto incestuoso con il Gruppo Cremonini, al centro a suo tempo di un’inchiesta molti interessante di Report della Gabanelli su RaiTre che a suo tempo mi fece sobbalzare dalla sedia, visto che si occupava di carni bovine (Mio padre che è fondatore dell'azienda agricola di famiglia, dove si alleva proprio delle Mucche per le carni e il formaggio).

    Perché incestuoso?
    Lo schema sotto evidenzia che le società Marr (gruppo Cremonini) e Cremonini condividono con la Banca Popolare dell’Emilia Romagna:
    - due sindaci
    - tre consiglieri di amministrazione
    - un consigliere (in Cremonini) che diventa sindaco in Banca Popolare dell’Emilia Romagna.
    ( le linee verdi collegano i consiglieri, le linee rosse i sindaci).

    Banco_di_Sardegna.jpg

    Grafico presente in beppegrillo.it


    La Marr si è aggiudicata la gara indetta da Consip S.p.A. per la fornitura di derrate alimentari destinate alle Pubbliche Amministrazioni della regione Sardegna.
    La gestione del bar dell’aeroporto di Cagliari-Elmas è stata affidata alla Cremonini che vende panini importati da tutto il mondo tranne che quelli sardi che sarebbero meravigliosi con moddizzosu di Sanluri, salsiccia di Murru di Irgoli, Boi di Nuraminis.
    Il Banco di Sardegna ha due consiglieri in comune con la sua controllante Banca Popolare dell’Emilia Romagna: Guido Leoni e Ivano Spallanzani. Leoni è anche amministratore delegato della Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Comanda lui.
    Riepilogo: i contadini sono espropriati delle loro terre, Soru pensa a Topo Gigio Veltroni, chi decide sta in Emilia Romagna e ha un rapporto più che fraterno con la Cremonini, un gruppo che si occupa di alimentari e potrebbe produrli in Sardegna.


    October 18

    RESET

     

    E' notte... guardo "AnnoZero" alla tv... Parlano della precarietà...un termine che da qualche anno ho nell'anima ventiquattr'ore su ventiquattro. Bastano pochi minuti e con grande amarezza, ricordo la notizia appresa stamattina al telegiornale... ricordo anche la mail dell'amica Gabriella, dove all'interno c'era una lettera aperta scritta da un "Bamboccione" (uomo/donna sui 30 anni coniugato ancora con i propri genitori), indirizzata al Ministro Padoa Schioppa (non sò se sia partita e arrivata al nostro Caro (nel senso di quanto ci costa..)) Ministro; in questa lettera si trovava un esempio della Società Italiana... e sottolineo un esempio. Dopo aver fatto le ultime faccende casalinghe prima di andare a nanna, mi viene in mente di metter sù questo post. Lo so che io da solo non conto nulla, ma voglio lo stesso esprimere, grazie a questo mio spazio, il mio disgusto piu' totale verso TUTTE le persone che siedono lassù a Roma....., su TUTTE quelle che hanno messo il proprio mattone per fregare i lavoratori e i pensionati (tolgo quelli da 2000 euro in su... che sono tanti....un'altra categoria pagata dagli Italiani) da una decina d'anni, infilandosi all'interno del Sindacato...naturalmente è scontato che ci metto pure la Confidustria e i Giornalisti...

    Basta!!!!

    Ma lo facciamo finire stò sistema di .....??????????

    RESET!!!!



    da corriere.it di oggi

    TRAGEDIA IN UNA DITTA DI TOLENTINO, IN PROVINCIA DI MACERATA

    Operaio si impicca al lavoro: troppe spese

    Non sapeva come pagare il mutuo dopo che la moglie, precaria, aveva perso il lavoro



    MACERATA - Aveva 43 anni l'operaio che, probabilmente schiacciato dalla preoccupazione per non poter far fronte alla prossima rata del mutuo contratto per l'acquisto della casa, si è tolto la vita impiccandosi in uno stanzino dell'azienda per la quale lavorava, la «Meloni» in contrada Rancia di Tolentino (Macerata). L'uomo, residente a Pollenza con la moglie e un figlio di sei anni, aveva acquistato un appartamento in una palazzina in cui abitano anche i suoceri. Con il suo lavoro stabile e con quanto guadagnava la moglie, assunta con un contratto precario, finora era riuscito a far fronte a tutti gli impegni economici.

    LA MOGLIE HA PERSO IL LAVORO - A settembre però la donna ha perso il lavoro e non è riuscita a trovare un'altra occupazione. Una situazione che secondo i vicini e alcuni compagni di lavoro dell'operaio deve aver pesato in modo determinante sulla sua decisione di farla finita. A metà mattina l'uomo si è chiuso in una stanza dell'azienda, si è infilato una corda al collo e si è tolto la vita. Solo più tardi, non vedendolo rientrare al suo posto, i compagni si sono messi a cercarlo e l'hanno trovato, ormai privo di vita.

    RATA DA 500 EURO AL MESE - La donna, 39 anni, operaia stagionale part-time presso una ditta di confezioni, rimasta senza lavoro a settembre, ha poi raccontato sconvolta ai carabinieri che il marito era molto preoccupato per il mutuo: 50 mila euro (con rate mensili di 500 euro) che l'uomo aveva chiesto in prestito a una banca per comprare un'abitazione insieme al padre, e lasciare l'appartamento sottostante quello dei suoceri in cui viveva con la famiglia, senza pagare l'affitto, ma, sembra, con qualche screzio e piccole insofferenze. Il cognato però, tornato da Perugia subito dopo la tragedia, e alle prese con il compito straziante di spiegare «piano piano» al nipotino cosa è successo, non conferma ai giornalisti il nesso mutuo-suicidio. «È meglio lasciar perdere. G. non ha lasciato detto niente, nè biglietti nè altro, e nessuno di noi poteva immaginare che sarebbe accaduta una cosa così».

    I COLLEGHI DI LAVORO - L'amministratore delegato della "Manuli", Marcello Francinella, ripete con molta pacatezza che secondo lui, e anche alcuni compagni di lavoro della vittima, «dovremmo tutti fermarci a riflettere davanti a un complesso di fattori che forse sono più di ordine psicologico che economico». L'operaio, già delegato sindacale in anni in cui l'azienda, che produce impianti di trasporto e sollevamento per grandi imprese, aveva un'altra ragione sociale, «non aveva mai fatto cenno a difficoltà economiche. Non aveva chiesto anticipi - spiega Francinella - come pure capita spesso fra i dipendenti, e a quanto so il mutuo l'aveva acceso da poco». Per l'amministratore «era un operaio bravissimo, serio, affidabile. Aveva lavorato qui dal 2001 al 2002, come addetto ai montaggi esterni nei cantieri. Poi, credo dopo il matrimonio o la nascita del figlio, si era trasferito in un'azienda più vicina a casa sua. Nell'aprile scorso ci aveva ricontattato per essere riassunto». L'impresa era stata ben contenta di riaverlo, e lui, «non aveva posto alcuna condizione, nemmeno economica, salvo quella di non andare più fuori, a fare montaggi altrovè». Guadagnava fra i 1.350 euro e i 1.420 euro al mese, a seconda degli straordinari. «Estroverso non era - ricorda ancora il manager - ma sapeva stare agli scherzi, era buono, preciso e puntuale sempre». Ultimamente in fabbrica l'avevano visto un po' più cupo, silenzioso, e anche leggermente sovrappeso, tanto che qualcuno non esclude che si fosse fatto prescrivere dal medico degli ansiolitici.

    LE REAZIONI - La Fiom e la Cgil provinciali, «senza voler strumentalizzare il caso», ricordano che sono tante le famiglie che non arrivano a fine mese perché i salari sono bassi e i tassi dei mutui troppo alti, mentre dall'estrema destra di Forza Nuova arriva un preavviso di denuncia «per istigazione al suicidio» a carico della banca. Un emendamento alla Finanziaria per aprire un fondo di solidarietà per chi non riesce a far fronte alle rate dei mutui è stato proposto dal ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero, che ha inviato un telegramma di solidarietà alla famiglia dell'operaio.


    Anche il Papa contro il lavoro precario «È un'emergenza etica e sociale» Il messaggio all'apertura della settimana sociale dei cattolici italiani: «La precarietà del lavoro è una emergenza etica e sociale» ...la «cronaca quotidiana» mostra che la società del nostro tempo ha di fronte «molteplici emergenze etiche e sociali in grado di minare la sua stabilità e di compromettere seriamente il suo futuro» ....«Quando la precarietà non permette ai giovani di costruire una loro famiglia, lo sviluppo autentico e completo della società risulta seriamente compromesso»

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    Lettera aperta diretta al ministro dell'economia Padoa Schioppa.

    Certo che se il mittente fosse stato figlio di Padoa Schioppa, il precario "bamboccione" non avrebbe avuto bisogno di fare tanti calcoli per poi ritornare a casa dei genitori....


    Gentile Ministro Padoa Schioppa,

    Sono un ragazzo di 30 anni, lavoro come operaio, vivo in periferia di una grande città e, ahimè, vivo ancora a casa dei miei.  L´altro giorno ho sentito le sue parole in tv, e mi sono immediatamente identificato in coloro che lei definisce bamboccioni", quei trentenni che lei vorrebbe "mandar fuori da casa". 
    Mi son detto: "Grande Ministro, Lei ha ragione".
    Mi sono così rivolto alla mia Banca per ottenere un mutuo.
    "Grande Ministro, avrò finalmente una casa tutta mia", ho pensato! 
    Guadagno 1.000 Euro al mese + 13esima e 14esima, le quali spalmate in 12 mesi mi garantiscono un reddito mensile di 1.166 Euro.
    Visto che la rata mutuo non può superare 1/3 dello stipendio, mi posso permettere una rata di 388 Euro al mese.
    Con questa rata mi viene concesso un mutuo di € 65.770 Euro in 30 anni (se aspettavo un altro po´, vista l´età, non me lo concedevano un mutuo trentennale... Grande Ministro, grazie per avermi fatto fretta!)
    Con il mio bel preventivo in tasca, ho deciso di rivolgermi immediatamente ad uno studio notarile, per farmi preventivare le spese  che dovrò sostenere per acquistare una casa.
    Dai 65.000erotti Euro, dovrò infatti togliere:
    - Euro 3.000 circa di Tasse in fase d´acquisto ("solo" 3.000 euro visto che è la mia Prima Casa! Grande Ministro, grazie)
    - Euro 2.500 circa di Notaio per l´acquisto
    - Euro 2.000 circa di Notaio per il mutuo
    - Euro 2.500 circa di Allacciamenti alle utenze acqua, gas, enel.
    Per un totale di Euro 10.000 circa
    Beh... ho ancora a disposizione ben 55.770 Euro per la mia casetta! 
    La dovrò arredare, ovvio, mica posso dormire per terra... Mi sono rivolto così ad un mobilificio, per ora posso accontentarmi di una cucina, un tavolo con 2 sedie, un divano a due posti , un mobile tv, un letto matrimoniale, un armadio e due comodini... il minimo, ma mi conosco, mi saprò adattare. Euro 7.000 circa, se i mobili me li monto io! Beh... pensavo peggio!
    Ho ancora a disposizione ben 48.770 Euro per la mia casettina, sono sempre 90erottimilioni di una volta! Grande Ministro, grazie!
    Entro gasatissimo in un´agenzia immobiliare, è arrivato il momento...  Con 48.770 euro mi dicono che posso acquistare:
    - un garage di 38 mq. al livello - 2 di un condominio di 16 piani;
    - due cantine (non comunicanti tra loro) di mq. 18 ciascuna nel condominio adiacente.
    Per l´abitazione più piccola ed economica - un bilocale trentennale di 45 mq. al piano seminterrato di uno stabile a 20 km dalla città - dovrei spendere 121.000 Euro!
    Me ne torno a casa Ministro, a casa dei miei, ovviamente!
    Ho fatto quattro conti: per potermi permettere quel bilocale, dovrei:
    -o indebitarmi per altri 63 anni, quindi l´ultima rata la verserò finalmente a 93 anni!
    -oppure dovrei guadagnare 3.000 euro al mese!

    ...Grande Ministro, grazie! ...

    MEDITIAMO... E FACCIAMO GIRARE!

    un grazie a Gabriella per avermela fatta avere.
     
    E ora se potete,
    ...DORMITE TRANQUILLI.....


    October 17

    Il Cavaliere e la Sua Signora

    IL CAVALIERE E LA SUA SIGNORA

    A NOTTE FONDA DI IERI, L'ATTESA FIRMA:

    DEL PIERO E' BIANCONERO A VITA!

    EVVIVA IL CAPITANO!!!!!!!

    L'immagine “http://www.corriere.it/Media/Foto/2005/09_Settembre/18/PINTURIC.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

     
    da blog.libero.it/juventus Dopo una Trattativa fiume di oltre dieci ore raggiunto l'accordo tra società e giocatore fino al 2010: a 33 anni il numero 10 ha accettato una decurtazione dell'ingaggio del 20% e prenderà meno di quattro milioni a stagione. Da una parte fratello e fiscalista dall’altra Blanc e Secco. A notte fonda l'arrivo del Capitano in sede per l'agognata firma: "Oggi ho compiuto una scelta decisiva per la mia carriera e per la mia vita. La Juventus mi ha dato tanto ed è qui che voglio continuare a vincere". Come Boniperti: oggi giocatore, domani dirigente e presidente.
     
    L'ANNUNCIO UFFICIALE SUL SITO BIANCONERO - juventus.com -
    La Juventus ha rinnovato fino al 30 giugno 2010 il contratto di prestazione sportiva con Alessandro Del Piero. Il capitano è stato ricevuto dall’amministratore delegato Jean-Claude Blanc e dal direttore sportivo Alessio Secco nella sede della Juventus, e ha firmato l’accordo che lo legherà alla società per le prossime 2 stagioni.  Jean-Claude Blanc ha espresso la propria soddisfazione: «Oggi abbiamo raggiunto un risultato importante per il futuro della Juventus. L’accordo con Del Piero conferma le nostre ambizioni e la fiducia in un giocatore di valore assoluto che continuerà a mettere la sua esperienza al servizio della squadra e di milioni di tifosi. Del Piero è un campione del mondo, un esempio di comportamento e di stile, un calciatore di classe che continuerà a scrivere pagine importanti della nostra storia». L’accordo sottoscritto, oltre a un riconoscimento economico adeguato a un fuoriclasse, prevede di sviluppare ulteriormente le potenzialità di immagine del capitano in settori e paesi ancora inesplorati, grazie alla piena collaborazione della struttura commerciale della Juventus.  Il presidente Cobolli Gigli ha voluto sottolineare il valore di questo rinnovo: «Siamo estremamente soddisfatti perché l’accordo concorre a consolidare il rapporto di fiducia con un grande campione. Del Piero rappresenta i nostri valori e il nostro progetto. Nel corso della sua carriera si è sempre impegnato con passione e professionalità e ha onorato con grandi prestazioni la nostra maglia. Sono certo che sarà determinante per i prossimi anni». Anche Alessandro Del Piero ha voluto esprimere la sua soddisfazione: «Oggi ho compiuto una scelta decisiva per la mia carriera e per la mia vita. La Juventus mi ha dato tanto ed è qui che voglio continuare a vincere. La trattativa che ci ha portato alla firma è stata lunga, a tratti complessa, ma ci tengo a sottolineare l’impegno, da una parte di Jean Claude Blanc e di Alessio Secco e dall’altra di mio fratello Stefano e del dottor Dario Tosetti, presidente del Family Office che mi assiste da dieci anni. Sono sereno e fiducioso, perché condivido un progetto che sono certo ci permetterà di tornare a regalare grandi soddisfazioni ai nostri tifosi».
     
     
    dal blog dell'amico JUVENTINO www.juvenelsangue.spaces.live.com - Finalmente è arrivata la notizia che tutti aspettavamo la Juventus ha rinnovato fino al 30 giugno 2010 il contratto di prestazione sportiva con Alessandro Del Piero. Blanc ha espresso la propria soddisfazione: «Oggi abbiamo raggiunto un risultato importante per il futuro della Juventus. L’accordo con Del Piero conferma le nostre ambizioni e la fiducia in un giocatore di valore assoluto che continuerà a mettere la sua esperienza al servizio della squadra e di milioni di tifosi. Del Piero è un campione del mondo, un esempio di comportamento e di stile, un calciatore di classe che continuerà a scrivere pagine importanti della nostra storia». Il presidente Cobolli Gigli ha voluto sottolineare il valore di questo rinnovo: «Siamo estremamente soddisfatti perché l’accordo concorre a consolidare il rapporto di fiducia con un grande campione. Del Piero rappresenta i nostri valori e il nostro progetto. Nel corso della sua carriera si è sempre impegnato con passione e professionalità e ha onorato con grandi prestazioni la nostra maglia. Sono certo che sarà determinante per i prossimi anni». Anche Alessandro Del Piero ha voluto esprimere la sua soddisfazione: «Oggi ho compiuto una scelta decisiva per la mia carriera e per la mia vita. La Juventus mi ha dato tanto ed è qui che voglio continuare a vincere. La trattativa che ci ha portato alla firma è stata lunga, a tratti complessa, ma ci tengo a sottolineare l’impegno, da una parte di Jean Claude Blanc e di Alessio Secco e dall’altra di mio fratello Stefano e del dottor Dario Tosetti, presidente del Family Office che mi assiste da dieci anni. Sono sereno e fiducioso, perché condivido un progetto che sono certo ci permetterà di tornare a regalare grandi soddisfazioni ai nostri tifosi». Si conclude bene dunque una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso i tifosi della Juventus che non ci stavano a perdere il più grande giocatore della juventus.
    PERCHE' DEL PIERO E' LA JUVENTUS!!
     
     
     
    SONO FELICISSIMO!!!!!Sorriso
    GIA' IMMAGINO IL PROSSIMO GOL DEL NOSTRO CAPITANO,
    HO LA PELLE D'OCA....
    IERI A QUEST'ORA ME LO SENTIVO....AnimoticonSorpresaA bocca aperta
     
    A TUTTI LA PIU' CORDIALE E SINCERA
    BUONA NOTTE!!!!